Pasquale Penta

Pasquale Penta (Fontanarosa, aprile 1859 – Napoli, 29 novembre 1904) è stato un medico e criminologo italiano.

Già durante gli studi in medicina, il giovane Pasquale fu impiegato presso l’Istituto penale di Santo Stefano, dove maturò la convinzione dell’origine morbosa della delinquenza. Tra i suoi “oggetti di studio” vi fu il brigante Carmine Crocco. Laureatosi in medicina all’Università di Napoli con una tesi sulle perversioni sessuali, vinse un concorso presso il carcere di Nisida. Nel frattempo, ebbe una breve esperienza presso il Manicomio di Aversa dove poté raccogliere un materiale di valore inestimabile sulle anomalie antropologiche e funzionali dei criminali.

Darwinista convinto, il Penta tuttavia fu soverchiamente acquiescente alla dottrina della revisione atavica nell’interpretazione dei delitti e dei deliri, ciò comunque non lo distolse dal partecipare al grande dibattito criminologico dell’epoca, nel quale prese posizione per l’abolizione della pena di morte. Successivamente fu coadiutore nell’Istituto di Clinica psichiatrica e neuropatologica di Napoli e titolare della Cattedra di Antropologia criminale nell’ateneo napoletano.

Nel 1896 creò l'”Archivio delle psicopatie sessuali”, il primo periodico al mondo che si riprometteva di aiutare gli “anomali sessuali” attraverso una migliore comprensione scientifica della loro condizione. Nonostante alla rivista collaborassero i più importanti nomi della nascente sessuologia europea, essa visse un anno soltanto. In essa Penta pubblicò anche alcuni propri scritti, nei quali dimostrò interesse per le teorie di un “brillante allievo di Charcot”, tale Sigmund Freud, allontanandosi dalle spiegazioni eziologiche di tipo fisiologico tipiche del tardo positivismo. La morte precoce gli impedì tuttavia di completare tale evoluzione.

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